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Incontri lungo la pista pedemontana. Siti, vicende, uomini dalla preistoria ad oggi

Dal 26 settembre, a Forlì. Incontri organizzati nell’ambito del programma “S.F.E.R.A. - Spazi e Forme dell’Emilia Romagna Antica” di cui l’Università di Parma è partner

Verrà presentato il 26 settembre, alle 15:30, nella Sala del Refettorio dei Musei San Domenico (Forlì), il ciclo “INCONTRI lungo la pista pedemontana. Siti, vicende, uomini dalla preistoria ad oggi”, organizzato nell’ambito del programma “S.F.E.R.A. - Spazi e Forme dell’Emilia Romagna Antica” di cui l’Università di Parma è partner insieme a Italia Nostra, Associazione La Foglia, Società Studi Romagnoli.

La fascia pedemontana, sin dalla più remota antichità, è stata un luogo di incontro fra uomini, che qui hanno vissuto e lavorato, contribuendo a tracciare la fisionomia attuale del territorio. Dal punto di vista paesaggistico l’area presenta una particolare varietà di stratigrafia geologica, ricchezza di biotopi naturali, coltivazioni di qualità, emergenze architettoniche.

Il luogo degli incontri è dunque la prima collina che si affaccia, come un grande terrazzo, sulla pianura, l’antico Mare Padano, golfo dell’Adriatico.

Il percorso che li ha resi possibili è quello della pista pedemontana, il cui tracciato oggi si concretizza in una serie di itinerari da percorrere a piedi fra i campi, in bicicletta sui vecchi tratturi, in auto o in moto.

Questa serie di itinerari costituisce da sempre la matrice dell’insediamento, raccordando le valli appenniniche nel loro sbocco in pianura, e offre l’alternativa lenta e meditata alla sottostante via Emilia, infrastruttura che organizza la pianura e la rende pienamente abitabile e coltivabile. I due paesaggi convivono in un legame visivo e di percorsi ancora oggi apprezzabile. Riscoprire la pista pedemontana significa dunque comprendere il territorio come organismo e narrare un racconto unitario e indivisibile, anche quando scomposto e indagato nelle sue singole parti.

Dalla Torre di Oriolo a Scardavilla, la prima collina forlivese permette di risalire alle più antiche frequentazioni umane (sito di Ca’ Belvedere - Montepoggiolo), di legare le eccellenze enogastronomiche, in particolare il vino, alla natura del suolo e alle sue trasformazioni, di riscoprire luoghi di grande valore ambientale e paesaggistico.

Italia Nostra con questi incontri avvia un progetto che prevede il coinvolgimento di altri soggetti, delle scuole, degli enti che si occupano di educazione e turismo culturale, in collaborazione anche con le “Le Romagne©”, progetto per una guida on line che mira a offrire chiavi di lettura e visibilità unitaria al territorio romagnolo (www.leromagne.org).

Pubblicato Giovedì, 26 Settembre, 2019 - 12:11 | ultima modifica Giovedì, 26 Settembre, 2019 - 12:50