8 ottobre 2021 - 5th Parma Workshop on Semantics and Pragmatics
Venerdì 8 ottobre alle ore 10, nell'Aula C del Plesso D'Azeglio (via Massimo D'Azeglio, 75) si terrà il 5th Parma Workshop on Semantics and Pragmatics, organizzato dal Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali.
Interverranno Michael Devitt e Brian Cross Porter (CUNY) Two Sorts of Biological Kind Terms: The Cases of ‘Rice’ and ‘Rio de Janeiro Myrtle’, Genoveva Martí (Icrea and Universitat de Barcelona) Having in Mind and Referential Uses of Definite Descriptions, Antonio Capuano (Auburn University) The Case for Referential Quantifier Phrases, Alberto Voltolini (Università di Torino) The Strange Case of Dr. Moloch and Mr. Snazzo: Parmenides’ Riddle Once Again, Carl Hoefer e Genoveva Martí (Icrea and Universitat de Barcelona) Reference and Unobservable Entities.
La partecipazione è libera.
Per informazioni contattare Andrea Bianchi: andrea.bianchi1@unipr.it
A partire dalle ore 10 nell'Aula C del Plesso D'Azeglio
Parma rende omaggio a Salimbene De Adam: nel programma il 18 e 19 novembre anche un convegno di studi organizzato dall’Ateneo
Dal 9 ottobre fino al 19 novembre la città di Parma celebra gli 800 anni dalla nascita di Salimbene de Adam, uno degli scrittori medievali in lingua latina tra i più importanti in Europa, con un fitto calendario di appuntamenti tra conversazioni, concerti, visite guidate, presentazione di libri e un convegno di studi che a partire dalla “Cronica”, l’unica opera dell’autore a noi pervenuta, offriranno una ricostruzione nitida e completa di questo grande e, per certi versi, ancora inesplorato cronista.
Il programma delle celebrazioni è nato dal confronto e dal dialogo tra il Comune di Parma e alcune delle principali istituzioni religiose e culturali della città come la Diocesi di Parma, la Fabbriceria della Basilica Cattedrale di Parma, il Comitato per San Francesco del Prato, il Convento della Santissima Annunziata di Parma, il Complesso Monumentale della Pilotta e l’Università di Parma, e si è avvalso della collaborazione dello scrittore Guido Conti.
Nel programma anche un convegno di studi organizzato dall’Università di Parma.
“Abbiamo voluto sfruttare questi 800 anni dalla nascita di Salimbene – ha detto l’assessore alla Cultura del Comune Michele Guerra nella conferenza stampa di presentazione – con un programma di appuntamenti di profondità e valore che, accanto all’alta ricerca, possano essere fruibili e adatti a tutti grazie anche alla proficua collaborazione con il Comune di tante realtà cittadine”.
“Salimbene rappresenta una figura unica che con grande interesse desideriamo celebrare – ha spiegato Padre Lorenzo Montenz della Diocesi di Parma – un personaggio la cui medievalità è caratterizzata da una sensibilità individuale molto contemporanea”.
“Salimbene – ha sottolineato Frate Francesco Ravaioli per il Comitato per San Francesco del Prato – ci svela una grande sensibilità umana e religiosa interpretando la cultura del tempo in chiave ecclesiale”.
Paolo Rinoldi, docente di Filologia romanza dell’Università di Parma, ha illustrato nel dettaglio il Convegno di Studi che si svolgerà a Casa della Musica il 18 e 19 novembre sottolineando che “ricerca e divulgazione sono ben armonizzate in questo programma che vuole essere una occasione di approfondimento non solo per gli studiosi ma anche per la cittadinanza”.
Guido Conti e Padre Adriano Della Valle, curatori del volume dedicato e protagonisti del primo appuntamento, hanno detto: “l’intento è stato quello di portare fuori dagli studi specialistici la figura di Salimbene, inquadrandolo soprattutto come scrittore. Uno scrittore moderno e polifonico in grado di mescolare linguaggi e materiali”.
Finalità delle Celebrazioni è far conoscere la Cronica di Fra Salimbene, che rappresenta ancora oggi un testo fondamentale per la storia e l’identità italiana, europea e della nostra città, a un pubblico più ampio e eterogeneo attraverso un approccio più letterario e divulgativo e meno storicistico.
Nella sua “Cronica” l’autore infatti riesce mescolare, in maniera esemplare, l’autobiografia, la cronaca dei fatti e degli eventi della storia italiana nel periodo che vede la nascita e l’affermarsi della realtà comunale, le vicende dell’imperatore Federico II e della sua corte. L’autore inoltre, attraverso la propria autobiografia, racconta il francescanesimo delle origini e la sua diffusione, non sempre semplice, in una società dilaniata dalle guerre intestine, dai conflitti tra papato e impero, e la nascita delle eresie con personaggi come Girardino Segalello. Il testo è esemplare per la scrittura, i miti e le favole che sa inserire all’interno del testo, con un contrappunto continuo di citazioni bibliche. Le vicende di Pier delle Vigne, di Asdente il ciabattino, di Federico II, Ezzelino da Romano, Manfredi di Svevia o Guido da Montefeltro, fanno della “Cronica” un documento fondamentale anche per la lettura della “Commedia” di Dante.
La storia di questo testo inoltre ha qualcosa di romanzesco: il codice riappare tra fine Ottocento e primi del Novecento, riportando in luce un autore che diventa in questo modo esemplare per scrittori novecenteschi che traducono il testo in un continuo corpo a corpo come fa Giuseppe Tonna o Padre Berardo Rossi. Altri ne colgono la modernità, si vedano i saggi di Luigi Malerba o Giovannino Guareschi, e le continue citazioni di Alberto Bevilacqua per fare qualche esempio.
Le Celebrazioni si apriranno sabato 9 ottobre alle ore 11 alla Chiesa della Santissima Annunziata con la presentazione dell’antologia “Cronica di Salimbene de Adam. I personaggi della Commedia di Dante raccontati da un autore del suo tempo”, a cura di Guido Conti e Adriano Della Valle, accompagnata da momenti musicali a cura dell’Accademia Organistica di Parma.
Tra i contributi che arricchiranno il programma delle Celebrazioni si ricordano gli interventi di alcuni tra i più noti storici dell’arte, storici medievali, teologi, scrittori e critici del panorama nazionale per i quali la “Cronica” è diventato un punto di riferimento importante, tra questi Chiara Frugoni, Massimo Montanari, Maria Giuseppina Muzzarelli, Luciano Bertazzo, Ernesto Ferrero e Daniela Marcheschi.
Tra le iniziative promosse dalla Diocesi di Parma si segnalano, tra gli altri, il suggestivo concerto di musica medievale “Ave Maria, speranza del mondo” a cura dell’Ensemble LaReverdie in programma il 29 ottobre nella Basilica Cattedrale di Parma e il ciclo Conversazioni con Salimbene in cui, a partire da alcuni brani tratti dalla “Cronica”, si approfondiranno diversi aspetti di un mondo culturale capace di offrire ancora spunti e suggestioni di estrema attualità e interesse.
A chiudere le Celebrazioni sarà il Convegno di Studi dell’Università di Parma ospitato alla Casa della Musica nelle giornate del 18 e 19 novembre.
Gli appuntamenti sono a ingresso libero con prenotazione obbligatoria tramite l’App “Parma 2020 + 21” a partire da 15 giorni prima della data di svolgimento dell’evento, a eccezione del Convegno di Studi dell’Università di Parma per cui è possibile avere informazioni e prenotarsi scrivendo a: paolo.rinoldi@unipr.it
Info generali: info.cultura@comune.parma.it
Si ricorda che per prendere parte agli incontri è necessario essere in possesso del Green-Pass.
“Écrire en rélation”: Patrick Chamoiseau laureato ad honorem all’Università di Parma
Una laurea ad honorem a uno dei maggiori autori francofoni contemporanei. L’Università di Parma l’ha conferita oggi a Patrick Chamoiseau, in una cerimonia intensa e partecipata che il pubblico ha potuto seguire in diretta streaming dall’Aula Magna.
Allo scrittore martinicano è stata conferita la Laurea magistrale ad honorem in Lettere classiche e moderne.
Da sempre cantore e difensore della cultura creola, e innovatore nel linguaggio (un francese nutrito dei ritmi e delle immagini prese a prestito dal creolo), Patrick Chamoiseau è saggista e narratore. Insignito di numerosi premi letterari lungo tutta la sua carriera (in particolare il Prix Goncourt nel 1992 per Texaco, i recenti Best Translated Book Awards per L'Esclave vieil homme et le Molosse e Prix Édouard Glissant nel 2019), Commandeur des Arts et des Lettres, ha profondamente rinnovato la produzione letteraria in lingua francese, sia dal punto di vista delle tematiche affrontate nei numerosi romanzi, racconti e saggi pubblicati dal 1986 ad oggi, sia per l’originalità delle scelte stilistiche, linguistiche ed estetiche che caratterizzano la sua scrittura.
«Credo che questa laurea ad honorem abbia un significato particolare: un evento che sappia parlarci e possa rappresentare un’occasione per riflettere sul nostro senso di comunità. L’attività letteraria di Chamoiseau incarna l’impegno politico, civile e sociale in un campo che fa parte, a pieno titolo, di ciò che l’Università vuole essere: il riconoscere la dignità di tutte le persone, indipendentemente dall’origine e dalla religione, e il riconoscere a tutte le persone la possibilità di sentirsi accomunate in quella che l’Autore ed Édouard Glissant definiscono la “mondialità”, una nuova concezione del mondo fondata sull'apertura, sulla relazione e sul rispetto delle radici culturali dei popoli. Questo scrive Chamoiseau nei suoi libri e questo è anche uno degli spiriti fondanti dell’idea stessa di Università», ha detto il Rettore Paolo Andrei, che nel suo intervento ha citato diverse volte una delle opere più note di Chamoiseau, Fratelli migranti, “manifesto poetico” tutto incentrato sull’umano e sul tema dell’accoglienza.
È stato il Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali Diego Saglia a leggere la motivazione del conferimento, sottolineando tra l’altro che «l’articolata produzione letteraria di Patrick Chamoiseau, animata da un impegno perseverante e sostenuta da un’attenzione continuata verso i più complessi e pressanti temi culturali, sociali e ambientali del passato e della contemporaneità, fa di lui uno dei più importanti e internazionalmente riconosciuti scrittori dei nostri giorni».
La laudatio per Chamoiseau è stata pronunciata da Elena Pessini, docente di Lingua e traduzione francese, che ne ha ripercorso produzione, modi e forme in una carrellata capace di delineare un ritratto articolato del narratore, del saggista, dell’intellettuale engagé. «L’opera di Chamoiseau sorprende e affascina il lettore non soltanto per la ricchezza di una parola scritta che ha saputo unire, mescolare, emulsionare direbbe lui, tradizioni diverse come quella del giallo occidentale e i racconti che il conteur, il cantastorie delle piantagioni, inventava per gli schiavi riuniti attorno alle fiaccole dopo una giornata di lavoro, ma anche per la sua attenta indagine sui meccanismi della scrittura, sul dietro le quinte dell’atto creativo, per la sua costante ricerca in merito a che cosa debba essere la letteratura e che cosa significhi scrivere».
E di fatto una ricognizione della propria scrittura, della propria poetica, dei maestri che l’hanno informata di sé (Aimé Césaire e Édouard Glissant in primis), dei temi che la caratterizzano e delle parole chiave di una riflessione condotta opera dopo opera, è stata la stessa lectio di Patrick Chamoiseau, Écrire en rélation, tutta incentrata sull’idea – cruciale per Chamoiseau – di relazione: «La Relazione richiede una nuova epica, non più l’epica arcaica che contava gli eroismi della comunità e che, in un filo narrativo attorno ad alcuni eroi, tesseva i legami interni ed esterni della comunità. L’epica della Relazione è un’epica senza racconto fatta di contemplazioni esistenziali, contemplazioni degli stati del mondo; un’epica nella quale sfolgora la bellezza delle esperienze individuali di quegli individui che si ergono a Persona sul proscenio del mondo e che attraverso la loro realizzazione esaltano i nuovi legami del nostro vivere-in-relazione. La nuova epica offre, in modo per così dire orizzontale, quelle esperienze individuali, quelle sconfitte o quelle realizzazioni, all’esperienza e alla speranza di tutti», ha detto Chamoiseau, che poi ha concluso: «Disinnamorarsi degli immaginari delle vecchie comunità, tessere insieme tutti quei legami che liberano, scegliere la propria terra natia, scegliere la propria lingua, i propri dei, dare un nome al proprio dio, inventarne quanti ne vogliamo se non amano essere adorati. Con e nelle differenze, costruire il proprio “Luogo” nell’arcipelago dei “Luoghi” sempre in divenire, battersi per quelle frontiere fondamentali che sono i portici e i passaggi aperti, quelli che tracciano solamente una linea offerta al sapore delle differenze; aprire i propri cammini nella materia inestricabile del Tutto-Mondo, con quella bella erranza che orienta, e che ci aiuta a percepire quanto tutta la bellezza del mondo sia nella Relazione. Ecco il bell’oggetto della mia letteratura».
30 settembre 2021 - Allo scrittore Patrick Chamoiseau laurea ad honorem all’Università di Parma
È in programma per giovedì 30 settembre alle 11, all’Università di Parma, la cerimonia di conferimento della Laurea magistrale ad honorem in Lettere classiche e moderne allo scrittore martinicano Patrick Chamoiseau, tra i maggiori autori francofoni contemporanei.
A causa della situazione sanitaria la cerimonia sarà chiusa al pubblico, che potrà seguirla in diretta streaming sul sito web di Ateneo www.unipr.it
Dopo l’intervento del Rettore Paolo Andrei, sarà il Direttore del Dipartimento Diego Saglia a leggere la motivazione del conferimento, mentre la laudatio per il candidato sarà tenuta da Elena Pessini, docente di Lingua e traduzione francese. A seguire Patrick Chamoiseau terrà la sua lectio doctoralis, intitolata Écrire En Relation.
Il giorno prima della cerimonia, mercoledì 29 settembre, a Teatro Due è invece in programma una Serata con l’autore: una intervista-dialogo con Patrick Chamoiseau, a cura di Elena Pessini, in occasione dell’uscita della traduzione italiana del suo volume Livret des villes du deuxième monde (nella versione italiana Città di un altro mondo, Nuova Editrice Berti, traduzione di Elena Pessini). Prenotazioni a Teatro Due, tel. 0521 230242, e-mail biglietteria@teatrodue.org
PATRICK CHAMOISEAU – BREVE PROFILO
Nato nel 1953 a Fort-de-France, Patrick Chamoiseau ha studiato diritto privato (Università di Sceaux France) ed economia sociale (IRTS de Montrouge). È autore di un corpus letterario considerevole composto da romanzi, racconti, saggi e altri testi, tradotti in diverse lingue, che gli sono valsi numerosi riconoscimenti. Attento conoscitore della storia coloniale dei Caraibi ma anche intellettuale in ascolto delle trasformazioni del mondo contemporaneo, ha fatto del tema della lotta alla schiavitù e delle migrazioni oggetto di scrittura e d’impegno civile. Oggi è una delle voci più influenti dei Caraibi e uno dei maggiori scrittori francofoni contemporanei.
Nel 2010 è stato insignito dal Ministero della Cultura francese del titolo di Commandeur des Arts et des Lettres.
Tra le sue opere più importanti il manifesto Éloge de la créolité, scritto con Jean Bernabé e Raphaël Confiant, il romanzo Texaco, affresco di vita martinicana di tre generazioni, il recente saggio Frères migrants (2017), nel quale lancia un allarme affinché il fenomeno delle migrazioni venga considerato come un’emergenza umanitaria che richiede capacità di ascolto, apertura e accoglienza. Da segnalare anche la trilogia che raccoglie la sua personale autobiografia Une enfance créole (Antan d’enfance, 1990; Chemin d’école, 1994; À Bout d’enfance, 2005), i racconti per bambini e ragazzi (Manman Dlo contre la Fée Carabosse, «théâtre conté», 1981; Au Temps de l’Antan, 1988, Grand prix de la littérature de jeunesse; Émerveilles, 1998) e le sceneggiature dei film di Guy Deslaurier (Passage du Milieu, 1999; Biguine, 2004, Aliker, 2007).
Patrick Chamoiseau si è anche strenuamente battuto affinché il Parlamento francese dichiarasse nel 2001 la tratta degli schiavi e la schiavitù crimine contro l’umanità e perché il 10 maggio diventasse la giornata commemorativa dell’abolizione della schiavitù.
18 ottobre 2021 - “Antropocene. Prospettive umanistiche a confronto”
L’idea di un’“età dell’essere umano” discussa e problematizzata dagli umanisti. Potrebbe essere questo, in sintesi, il senso dei due webinar Antropocene. Prospettive umanistiche a confronto, promossi dal Corso di Dottorato interdisciplinare in "Scienze filologico-letterarie, storico-filosofiche e artistiche" e dal Gruppo di Lavoro sulle "Environmental Social Humanities" del Dipartimento di Discipline Umanistiche Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma per lunedì 4 e lunedì 18 ottobre.
Il primo incontro (ANNULLATO), il 4 ottobre alle 14:30 su Teams (https://bit.ly/3k3JSOg), rientrerà anche nel cartellone del “Festival dello sviluppo sostenibile” promosso da Asvis. Le due docenti dell’Università di Parma Gioia Angeletti (Letteratura inglese) e Rita Messori (Estetica del paesaggio e dell'ambiente) introdurranno il ciclo di seminari. A seguire Marco Deriu, docente di Sociologia della comunicazione politica e ambientale all’Università di Parma, dialogherà con Stefania Barca, Zennström Professor in Climate Change Leadership all’Università di Uppsala, e Marco Armiero, dirigente di ricerca all’Istituto di Studi sul Mediterraneo del CNR e direttore dell'Environmental Humanities Laboratory del KTH di Stoccolma. Infine Alessio Malcevschi, docente di Food Sustainability e referente del Festival dello Sviluppo Sostenibile per l’Università di Parma, chiuderà i lavori.
Al secondo incontro, il 18 ottobre alle 9:30 su Teams (https://bit.ly/3EcFKU4) e in aula (K14 del Plesso di via Kennedy), parteciperanno i docenti dell’Università di Parma Davide Papotti (Geografia culturale), Carlo Alberto Gemignani (Geografia), Nicola Catelli (Letteratura italiana), e Cristiano Giorda, docente di Geografia all’Università di Torino.
L’Antropocene è, in primo luogo, uno dei concetti più citati e discussi nel dibattito scientifico contemporaneo. L’idea di definire l’era geologica in cui viviamo come “Età dell’essere umano” è nata come tentativo di accrescere la consapevolezza sulle trasformazioni profonde e di lungo periodo che l’azione umana sta imprimendo sull’intero pianeta. Ma non appena introdotto il concetto è stato anche fortemente discusso e problematizzato, in particolare in ambito umanistico, laddove studiosi e studiose delle più diverse discipline hanno discusso le implicazioni epistemologiche e politiche di un termine che richiamava l’idea di un’umanità indistinta, e hanno messo in luce la necessità di riarticolare da un punto di vista critico non solo le radici e le dinamiche storiche di queste trasformazioni, ma anche il ruolo e le posizioni delle diverse soggettività in gioco (generi, generazioni, nazioni, soggetti e sistemi economici ecc.) in termini di responsabilità, impatti, prospettive politiche ecc.
24 settembre 2021 - Simone Ferrari a Radio3 Suite per parlare del suo libro “Dürer e Leonardo”
Simone Ferrari, docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Parma, sarà ospite in diretta venerdì 24 settembre alle 21 della trasmissione Radio3 Suite, per parlare del suo libro Dürer e Leonardo. Il Paragone delle Arti a Nord e a Sud delle Alpi (Genova University Press).
Attraverso le grandi dinamiche che riguardano artisti, viaggi, committenti, nel volume vengono messe a fuoco convergenze/discontinuità fra Leonardo e Dürer in ambito critico e metodologico, e si propongono confronti stilistici che postulano la necessità dei viaggi italiani del maestro tedesco. Le rispettive posizioni emergono in relazione a temi come l’antico, il concetto di Idea artistica, la Bellezza, la Natura, e configurano una koiné (ossia un linguaggio) spesso condivisa e, in contemporanea, la ricerca di un linguaggio universale a Nord e a Sud delle Alpi.
23 e 24 settembre 2021 - All’Università di Parma “En attendant Chamoiseau”
Si intitolano En attendant Chamoiseau le due giornate di studi organizzate dall’Università di Parma il 23 e 24 settembre per lo scrittore martinicano Patrick Chamoiseau, in vista della laurea ad honorem che l’Ateneo gli conferirà il 30 settembre.
Due giornate che permetteranno di approfondire l’opera dell’autore francofono e la sua scrittura, con interventi di diversi studiosi dell’Università di Parma.
Il 23 settembre alle 17 i lavori saranno aperti da Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC, e saranno moderati da Simonetta Anna Valenti, docente di Letteratura francese. Interverranno Elena Pessini (Oltre la maledizione della schiavitù, “L’Esclave vieil homme et le molosse”), Micol Beseghi (Sfide (im)possibili: tradurre Chamoiseau in lingua inglese), Alba Pessini (Chamoiseau saggista, da «Éloge de la Créolité» a «Le Conteur, la nuit et le panier»), Stefano Beretta (L'altro che non c'è: il Robinson di Chamoiseau - “L'Empreinte à Crusoé”).
Nella seconda giornata, il 24 settembre alle 16, moderatrice sarà invece Elena Pessini. Interverranno Davide Papotti (Chamoiseau geografo: l'osservazione del paesaggio della Martinica in “Trésors cachés et patrimoine naturel de la Martinique vue du ciel”), Luana Salvarani ed Elena Luciano (La relazione educativa tra linguaggi e potere: una lettura di "Chemin-d'école"), Nadia Monacelli (Lingua e potere, lingua è potere: costruzione psicosociale di un accento), Diego Varini (Da Chamoiseau all'Europa. Un altro Novecento).
Le due giornate En attendant Chamoiseau saranno trasmesse in diretta streaming dall’Aula dei Filosofi sul sito web dell’Università di Parma www.unipr.it.
Completerà poi gli eventi preparatori alla laurea ad honorem la Serata con l’autore in programma per il 29 settembre alle 21 a Teatro Due: una intervista-dialogo con Patrick Chamoiseau, a cura di Elena Pessini, in occasione dell’uscita della traduzione italiana del suo volume Livret des villes du deuxième monde (nella versione italiana Città di un altro mondo, Nuova Editrice Berti, traduzione di Elena Pessini). Prenotazioni a Teatro Due, tel. 0521 230242, e-mail biglietteria@teatrodue.org
Patrick Chamoiseau
Da sempre cantore e difensore della cultura creola, e innovatore nel linguaggio (un francese nutrito dei ritmi e delle immagini prese a prestito dal creolo), Patrick Chamoiseau è saggista e narratore. Insignito di numerosi premi letterari lungo tutta la sua carriera (in particolare il Prix Goncourt nel 1992 per Texaco, i recenti Best Translated Book Awards per L'Esclave vieil homme et le Molosse e Prix Édouard Glissant nel 2019), Commandeur des Arts et des Lettres, ha profondamente rinnovato la produzione letteraria in lingua francese, sia dal punto di vista delle tematiche affrontate nei numerosi romanzi, racconti e saggi pubblicati dal 1986 ad oggi, sia per l’originalità delle scelte stilistiche, linguistiche ed estetiche che caratterizzano la sua scrittura.
Dal 22 settembre la rassegna “Tra immagini e parole”: tre appuntamenti per riflettere sull’umano
Tre presentazioni di libri e incontri con gli autori per riflettere sull’umano, facendo il punto sul nostro rapporto con le immagini e la parola. È l’idea di fondo della minirassegna Tra Immagini e Parole, organizzata dal Comune di Parma e dal Laboratorio Interdipartimentale Neuroscience & Humanities dell’Università di Parma a partire dal 22 settembre.
L’appuntamento è per il 22, 25 e 28 settembre alle 17.30 all’Auditorium del Palazzo del Governatore. Al centro degli incontri, a cura del neuroscienziato Vittorio Gallese, docente di Psicobiologia all’Università di Parma e direttore del Laboratorio Neuroscience & Humanities, e di Rita Messori, docente di Estetica all’Università di Parma, ci saranno tre recenti pubblicazioni.
Mercoledì 22 settembre Federico Vercellone presenta L’Archetipo Cieco. Variazioni sull’individuo moderno, Rosenberg & Sellier, con Rita Messori.
L’idea che attraversa il libro è che la modernità possa essere intesa come l’età dell’archetipo cieco. Un’epoca nevrotica che vive di e in ciò che manca e al quale non ha più accesso. Né l’archetipo la illumina, né essa riesce a trovare da sola le risorse per fare luce. Esso si trasforma oggi in un pullulare di icone instabili che non riescono, se non per momenti brevissimi, a divenire modelli. Il mercato ha stravolto l’archetipo, producendone mille e mille, ma non ne ha messo a tacere la fascinazione che anzi si è fatta sempre più influente e suggestiva.
Federico Vercellone è professore ordinario di Estetica all’Università di Torino. Tra i suoi saggi più recenti: Dopo la Morte dell’Arte (2013), Il Futuro dell’Immagine (2017), Simboli della Fine (2018).
Sabato 25 settembre Michele Cometa presenta Cultura Visuale, Raffaello Cortina Editore, con Vittorio Gallese
Il volume individua tre figure paradigmatiche per tracciare una genealogia novecentesca della cultura visuale contemporanea: Aby Warburg, Sigmund Freud e Walter Benjamin. Dopo Warburg la nozione di immagine è definitivamente cambiata. Dopo Freud lo sguardo è indissolubilmente legato al tema della sessualità e del bios. Dopo Benjamin la nozione di dispositivo e quelle di apparato, assemblage e ambiente mediale sono irrevocabilmente mutate. Questi autori non stanno solo alle origini della cultura visuale, ma ne prefigurano gli sviluppi futuri. Da Warburg abbiamo imparato che il fare-immagine fa parte della biologia e dei comportamenti essenziali dell’Homo sapiens, un aspetto che le neuroscienze cognitive, l’antropologia, l’archeologia e la paleontologia stanno sviluppando in questi anni. Grazie a Freud sappiamo che lo sguardo è essenziale per comprendere pratiche epistemiche, questioni di genere e politiche sociali. Benjamin ci ha insegnato che i dispositivi sono elementi essenziali della nostra nicchia ecologica.
Michele Cometa è professore ordinario di Storia comparata delle culture e Cultura visuale all’Università di Palermo. Tra i suoi libri più recenti: La scrittura delle immagini (2012), Perché le storie ci aiutano a vivere (2017) e Cultura visuale (2020).
Martedì 28 settembre Paolo Virno presenta Avere. Sulla natura dell’animale loquace, Bollati Boringhieri, con Vittorio Gallese.
Il verbo avere risiede al cuore del nostro linguaggio. Diciamo continuamente che gli esseri umani hanno pensieri, desideri, dolori, esperienze, beni, paure. Ma che cosa intendiamo? Quali implicazioni nascondono queste frasi così familiari? Paolo Virno partendo dal verbo avere guida in un viaggio denso e suggestivo all’interno della natura del linguaggio, chiave privilegiata per comprendere poi quella dell’uomo. Muovendo da una verità fondamentale: chi possiede qualcosa non è mai un tutt’uno con la cosa posseduta. Se anzi possiamo avere qualcosa, è proprio perché non siamo quella cosa. L’animale umano non coincide mai del tutto con l’insieme di facoltà, disposizioni ed esperienze che possiede, e che lo distinguono dagli altri viventi. Questa “scissione” ci consente di riflettere su noi stessi, su ciò che pensiamo e facciamo, e di avere quindi una coscienza. Ma anche di essere liberi: non essendo un tutt’uno con la nostra vita, né con nessuna delle nostre capacità, possiamo decidere che cosa farne.
Paolo Virno è professore ordinario di Filosofia del linguaggio all’Università di Roma Tre. Tra i suoi saggi: Quando il verbo si fa carne. Linguaggio e natura umana (2003), E così via, all’infinito. Logica e antropologia (2010), Saggio sulla negazione. Per una antropologia linguistica (2013).
Per tutti gli incontri sarà richiesto Green pass all’ingresso.
Ingresso gratuito, posti limitati, prenotazione tramite App Parma 2020+21
30 settembre 2021 - Dall’Università di Parma laurea ad honorem allo scrittore Patrick Chamoiseau
Dall’Università di Parma un tributo speciale a Patrick Chamoiseau: una laurea ad honorem e due giornate di studio preparatorie per approfondirne l’opera e la figura, cui si aggiunge una serata speciale con lo scrittore a Teatro Due in occasione dell’uscita della traduzione italiana del Livret des villes du deuxième monde.
Oggi la presentazione nella sede dell’Ateneo, in una conferenza stampa in cui sono intervenuti il Rettore Paolo Andrei, il Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali - DUSIC Diego Saglia ed Elena Pessini, docente di Lingua e traduzione francese.
Da sempre cantore e difensore della cultura creola, e innovatore nel linguaggio (un francese nutrito dei ritmi e delle immagini prese a prestito dal creolo), Patrick Chamoiseau è saggista e narratore. Insignito di numerosi premi letterari lungo tutta la sua carriera (in particolare il Prix Goncourt nel 1992 per Texaco, i recenti Best Translated Book Awards per L'Esclave vieil homme et le Molosse e Prix Édouard Glissant nel 2019), Commandeur des Arts et des Lettres, ha profondamente rinnovato la produzione letteraria in lingua francese, sia dal punto di vista delle tematiche affrontate nei numerosi romanzi, racconti e saggi pubblicati dal 1986 ad oggi, sia per l’originalità delle scelte stilistiche, linguistiche ed estetiche che caratterizzano la sua scrittura.
La laurea ad honorem
Allo scrittore martinicano, tra i maggiori autori francofoni contemporanei, l’Ateneo conferirà il 30 settembre la Laurea magistrale ad honorem in Lettere classiche e moderne (classe LM-14 Filologia moderna).
La cerimonia è in programma alle 11 nell’Aula Magna dell’Università (via Università, 12) ma a causa della situazione sanitaria sarà chiusa al pubblico, che potrà seguirla in diretta streaming sul sito web di Ateneo www.unipr.it
Dopo l’intervento del Rettore Paolo Andrei, sarà il Direttore del Dipartimento Diego Saglia a leggere la motivazione del conferimento, mentre la laudatio per il candidato sarà tenuta dalla docente Elena Pessini. A seguire Patrick Chamoiseau terrà la sua lectio doctoralis, intitolata Écrire En Relation.
En attendant Chamoiseau: due giornate di studi preparatorie
La laurea ad honorem sarà preceduta da due giornate di studio su Chamoiseau in programma per il 23 e il 24 settembre, trasmesse in diretta streaming sul sito web dell’Università di Parma www.unipr.it. Due giornate che permetteranno di approfondire l’opera dell’autore francofono e la sua scrittura, con interventi di diversi studiosi dell’Università di Parma.
Il 23 settembre alle 17 i lavori saranno aperti da Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC, e saranno moderati da Simonetta Anna Valenti, docente di Letteratura francese. Interverranno Elena Pessini (Oltre la maledizione della schiavitù, “L’Esclave vieil homme et le molosse”), Micol Beseghi (Sfide (im)possibili: tradurre Chamoiseau in lingua inglese), Alba Pessini (Chamoiseau saggista, da «Éloge de la Créolité» a «Le Conteur, la nuit et le panier»), Stefano Beretta (L'altro che non c'è: il Robinson di Chamoiseau - “L'Empreinte à Crusoé”).
Nella seconda giornata, il 24 settembre alle 16, moderatrice sarà invece Elena Pessini. Interverranno Davide Papotti (Chamoiseau geografo: l'osservazione del paesaggio della Martinica in “Trésors cachés et patrimoine naturel de la Martinique vue du ciel”), Luana Salvarani ed Elena Luciano (La relazione educativa tra linguaggi e potere: una lettura di "Chemin-d'école"), Nadia Monacelli (Lingua e potere, lingua è potere: costruzione psicosociale di un accento), Diego Varini (Da Chamoiseau all'Europa. Un altro Novecento).
Il 29 settembre serata con l’autore a Teatro Due
Mercoledì 29 settembre alle 21 a Teatro Due (Sala Grande) Patrick Chamoiseau sarà protagonista di un’intervista-dialogo con Elena Pessini, in occasione dell’uscita della traduzione italiana del suo volume Livret des villes du deuxième monde (nella versione italiana Città di un altro mondo, Nuova Editrice Berti, traduzione della stessa Elena Pessini).
“Il ritrovamento del quaderno annotato fitto da un misterioso vagabondo – si legge nella scheda del libro curata dalla casa editrice - fa da espediente narrativo per questo viaggio distopico nella geografia urbana contemporanea. In questa sua fantasticheria malinconica lo scrittore martinicano Patrick Chamoiseau, già vincitore del Premio Goncourt con Texaco, allestisce una scenografia urbana slegata da confini geografici e temporali, intrecciando passato e futuro, male e bene, orrori e meraviglie. Con sguardo visionario e profetico rilegge il passato e ipotizza un destino urbano fatto di stratificazioni tra città discariche e comunità immateriali. Come in Texaco, per lo scrittore creolo la città è ancora una volta ripugnante e vitale, promessa di un futuro diverso e specchio impietoso del passato”. Gli attori dell’Ensemble Teatro Due leggeranno alcuni brani dell’opera.
PATRICK CHAMOISEAU – BREVE PROFILO
Nato nel 1953 a Fort-de-France, Patrick Chamoiseau ha studiato diritto privato (Università di Sceaux France) ed economia sociale (IRTS de Montrouge). È autore di un corpus letterario considerevole composto da romanzi, racconti, saggi e altri testi, tradotti in diverse lingue, che gli sono valsi numerosi riconoscimenti. Attento conoscitore della storia coloniale dei Caraibi ma anche intellettuale in ascolto delle trasformazioni del mondo contemporaneo, ha fatto del tema della lotta alla schiavitù e delle migrazioni oggetto di scrittura e d’impegno civile. Oggi è una delle voci più influenti dei Caraibi e uno dei maggiori scrittori francofoni contemporanei.
Nel 2010 è stato insignito dal Ministero della Cultura francese del titolo di Commandeur des Arts et des Lettres.
Tra le sue opere più importanti il manifesto Éloge de la créolité, scritto con Jean Bernabé e Raphaël Confiant, il romanzo Texaco, affresco di vita martinicana di tre generazioni, il recente saggio Frères migrants (2017), nel quale lancia un allarme affinché il fenomeno delle migrazioni venga considerato come un’emergenza umanitaria che richiede capacità di ascolto, apertura e accoglienza. Da segnalare anche la trilogia che raccoglie la sua personale autobiografia Une enfance créole (Antan d’enfance, 1990; Chemin d’école, 1994; À Bout d’enfance, 2005), i racconti per bambini e ragazzi (Manman Dlo contre la Fée Carabosse, «théâtre conté», 1981; Au Temps de l’Antan, 1988, Grand prix de la littérature de jeunesse; Émerveilles, 1998) e le sceneggiature dei film di Guy Deslaurier (Passage du Milieu, 1999; Biguine, 2004, Aliker, 2007).
Patrick Chamoiseau si è anche strenuamente battuto affinché il Parlamento francese dichiarasse nel 2001 la tratta degli schiavi e la schiavitù crimine contro l’umanità e perché il 10 maggio diventasse la giornata commemorativa dell’abolizione della schiavitù.